IL BILANCIO SOCIALE
(22/03/2004) Susanna Galesso - Cortellazzo & Soatto Divisione Consulenza Aziendale (Articolo estratto da "C&S informa n.11 -2003") Il Bilancio sociale è uno strumento volontario di comunicazione sociale: di seguito sono delineati i contenuti e le linee guida metodologiche. L’opinione pubblica, oggi più di ieri, ha una sempre maggiore sensibilità sui temi riguardanti gli aspetti etici e la responsabilità sociale delle imprese. Gli interlocutori dell’impresa sono sempre più consapevoli dei loro diritti, dell’affermazione nella società civile di valori come la tutela dell’ambiente e della salute, della centralità della persona, della qualità della vita; ciò impone alle imprese di affiancare all’ottenimento del profitto anche il soddisfacimento delle legittime aspettative di tutti gli stakeholder che possono direttamente o indirettamente influenzare i risultati aziendali. Di fronte a tale incontestabile maturazione, per l’azienda si pone, quindi, il problema di ottenere la fiducia dei differenti interlocutori, interni ed esterni, per essere accettata come partner affidabile nelle relazioni di scambio. L’esigenza per l’imprenditore e per il management è, pertanto, quella di attuare una strategia di comunicazione che evidenzi la missione dell’impresa, il suo orientamento valoriale, l’assunzione consapevole della responsabilità sociale. Da questi presupposti si sta sviluppando con crescente intensità il “bilancio sociale”, quale innovativo processo di comunicazione atto a rendere conto dell’impegno sociale dell’azienda che conptempera da un lato, la finalità di condividere con gli stakeholder interni i valori dell’impresa, gli obiettivi aziendali, i rapporti tra lavoratori e lo sviluppo delle risorse umane e, dall’altro, di rivolgersi agli stakeholder esterni allo scopo di comunicare gli obiettivi e gli impegni raggiunti. Il bilancio sociale è, infatti, un documento volontario attraverso il quale l’azienda rende comprensibile, in modo chiaro e trasparente, in quale misura e secondo quali forme ha generato valore a beneficio degli stakeholder (portatori di interesse quali ad esempio azionisti, dipendenti, clienti, fornitori, istituzioni e collettività). Si tratta di una scelta importante per permettere all’interlocutore di verificare coerenza ed efficacia dell’azione sociale dell’impresa. Allo stato dell’arte, il modello prevalente di Bilancio sociale presente in Itala è quello proposto dal GBS (Gruppo di Studio per il Bilancio Sociale) che fornisce delle utili linee guida, seppur non vincolanti, per redigere questo tipo di documento. Il modello proposto è costituito da tre parti precedute da una premessa e seguite da un’attestazione di conformità. Premessa metodologica: in questa parte vengono indicate le fonti di riferimento dei principi osservati nella formazione del documento, si spiega cos’è il bilancio sociale e come l’azienda ha inteso strutturarlo. Sempre in questa sede si possono spiegare le varie fasi di attuazione del progetto, le modalità di diffusione del documento alle varie categorie di stakeholder, gli strumenti attraverso i quali si intendono raccogliere le osservazioni e le proposte di miglioramento dei lettori e da ultimo l’evoluzione futura del progetto. Prima parte - “L’identità aziendale”: questa parte deve contenere un breve cenno alla storia dell’impresa, la descrizione del contesto di riferimento in cui opera, l’individuazione degli stakeholder di riferimento, la definizione dei principi deontologici assunti per guidare le scelte strategiche e i comportamenti operativi di coloro che ai diversi livelli contribuiscono alla gestione, la dichiarazione della missione aziendale, la descrizione dell’assetto istituzionale ed organizzativo, le informazioni in merito al disegno strategico, al piano programmatico, alle scelte qualificanti più significative per attuarlo. Seconda parte - “Il rendiconto - La produzione e distribuzione del valore aggiunto”: in questa parte vengono presentati i dati del conto economico del bilancio di esercizio, riclassificati in modo da evidenziare il processo di formazione del valore aggiunto e la sua distribuzione tra tutti coloro che, a vario titolo, hanno rapporti di scambio con l’impresa (dipendenti, azionisti, finanziatori, Stato, Enti Locali, impresa stessa). A completamento possono essere aggiunti alcuni indicatori gestionali quali gli indici di efficienza e produttività, alcuni indici patrimoniali e di redditività. Terza parte - “La relazione sociale”: in questa parte vengono esaminati i diversi aspetti dello scambio sociale tra l’impresa ed i suoi interlocutori interni ed esterni, evidenziando la coerenza delle scelte sia con i valori etici dichiarati sia con le aspettative legittime degli stakeholder. In particolare e solo a mero titolo esemplificativo, possono venire evidenziati i seguenti aspetti: Risorse umane: la composizione del personale, la politica delle assunzioni, l’attuazione delle pari opportunità, le iniziative sociali realizzate, l’attività di formazione e valorizzazione, i sistemi di remunerazione e di incentivazione, la comunicazione interna le condizioni di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro. Azionisti: l’eventuale segmentazione degli stessi per categorie, la remunerazione del capitale investito, la partecipazione dei soci al governo dell’impresa, la tutela delle minorananze, le agevolazioni e i servizi riservate ai soci. Clienti: analisi della clientela e delle condizioni negoziali, illustrazione del sistema della qualità realizzato, accertamento della customer satisfaction, politiche di marketing adottate. Fornitori: analisi dei fornitori e delle condizioni negoziali, l’eventuale ricorso all’outsourcing, il rispetto di standard omogenei nella catena di fornitura. Stato, Enti Locali e altre istituzioni: vanno illustrati i rapporti fiscali, le norme interne e i sistemi di controllo volti a garantire l’osservanza delle leggi, i contratti stipulati con la pubblica amministrazione, i contributi ricevuti, i rapporti con le associazioni di categoria. Collettività: vanno illustrati gli interventi attuati nei diversi ambiti del sociale (istruzione, sport, cultura, ricerca, solidarietà sociale) in termini di arricchimento della qualità della vita e gli eventuali impatti delle iniziative sull’ambiente. Sempre in questa parte e per ciascun interlocutore vanno indicati gli obiettivi e gli orientamenti per la futura gestione, in quanto proprio la realizzazione del bilancio sociale deve costituire uno strumento per il miglioramento continuo delle performance socio-economiche dell’impresa. Attestazione di conformità: deve essere rilascita da un’organizzazione indipendente e deve contenere la dichiarazione della coerenza dei dati riportati nel bilancio sociale con quelli del bilancio di esercizio e la corretta redazione del bilancio sociale nel rispetto dei principi guida del modello adottato. Da quanto sopra esposto appare evidente che la costruzione di un bilancio sociale richiede un’azione di progressivo coinvolgimento di volontà umane e mezzi tecnici ed è necessariamente caratterizzata da diversi stadi evolutivi. L’elaborazione del bilancio sociale non dovrebbe avvenire né in maniera verticistica né esternalizzata, ma deve essere caratterizzata da un percorso di lavoro che, seppur supportato dalla dirigenza, dagli organi di governo e coadiuvato da consulenti esterni, deve garantire la partecipazione di tutti gli stakeholder. Metodologicamente, il primo passo è la costituzione di un gruppo di lavoro che coinvolga tutte le funzioni aziendali e che assuma l’incarico di coordinare il progetto. Ancor prima di avviare le fasi operative, è necessario che all’interno del gruppo di lavoro si sviluppi il confronto per formalizzare la missione aziendale e i valori di riferimento. E’ fondamentale la condivisione dei principi non solo all’interno del gruppo ma anche nei confronti del personale dell’azienda, che va sensibilizzato verso il progetto. A questo punto si passa alle fasi più operative, in particolare alla richiesta di informazioni alle varie funzioni aziendali e alla rendicontazione da parte delle stesse delle attività svolte nella propria area di competenza. Le informazioni raccolte vengono via via razionalizzate in un unico documento che costituisce una prima bozza di bilancio sociale, da far circolare alla Direzione e alle varie funzioni per una verifica interna sulla chiarezza e sulla completezza dei dati. Il documento definitivo dovrà essere diffuso ad un numero rilevante di stakeholder allo scopo di raggiungere le finalità stesse del bilancio sociale. E’ importante ottenere un feedback dalle varie categorie di stakeholder per valutare la coerenza di quanto esposto e intraprendere l’avvio di azioni di miglioramento volte all’ottenimento di un consenso duraturo da parte dei vari interlocutori a cui l’azienda si rivolge. ![]() |
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